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Intervista a Francesco Ambrosino, il Socialmediacoso del web

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Dopo una breve pausa per le feste di Natale torna la nostra rubrica del martedì, le famose interviste in cui diamo spazio ai migliori professionisti del web che ci svelano trucchi, segreti e consigli su come muoversi in ambito aziendale. Nel 2015 abbiamo avuto il piacere di pubblicare sul nostro blog le nostre chiacchierate con personaggi del calibro di Rudy Bandiera, Salvatore Aranzulla, Francesca Borghi, Davide Licordari e molti altri ancora.

Il nostro primo ospite del 2016 è Francesco Ambrosino, il Socialmediacoso del web, uno dei migliori Social Media Manager in ambito nazionale con cui abbiamo avuto il piacere di discutere di diverse cose in merito a Blogging, SEO Copywriting e ruolo dei social network. Sei un blogger e vuoi sapere come gestire al meglio il tuo blog? Allora devi assolutamente leggere questa intervista.

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  • Buongiorno Francesco, per te un benvenuto speciale visto che sei il nostro primo ospite del 2016. Partiamo con la solita domanda, quando e come hai iniziato a occuparti di web e dei vari settori di cui ti occupi?

Per noia. Io sono una persona molto pigra nella vita, amo la routine e mi godo il mio guscio protettivo, costruito con tanto impegno e fatica, ma quando si tratta di lavoro allora sono l’opposto, non riesco ad accettare l’idea di fare la stessa cosa per sempre, ho bisogno di sperimentare, di trovare nuovi stimoli, avviare progetti, ma non in maniera sconnessa, #acazzodicane, ma in progressione. Ogni step presuppone il successivo, e così via.

Il web è sempre stata una passione per me, ho avuto la fortuna di approcciarmi all’informatica da bambino e sono stato uno dei primi nel mio paesino d’origine ad aver avuto una connessione internet a casa, ma se dovessi dirti che ho sempre pensato che avrei lavorato in questo settore ti direi una bugia.

Ci sono arrivato per step, avvicinandomi piano piano al mondo del blogging e della comunicazione online, ho studiato, mi sono preparato, poi ho aperto p.iva e mi sono messo in gioco. Ho fatto una serie di stronzate, ma mi hanno condotto fino a qui, e se mi stai intervistando vuol dire che qualcosina di buono l’ho fatta.

  • Sul tuo sito web Socialmediacoso metti in evidenza la tua grande passione per la scrittura che si è evoluta nella professione del Blogging. A tal proposito volevo chiederti questo: quanto spazio possiamo dare alla creatività nella stesura di contenuti aziendali tenendo sempre in conto di dover attirare l’attenzione del motore di ricerca?

L’ho detto in più di una occasione, per fare blogging saper scrivere bene non basta, perché per quanto tu possa essere abile con le parole devi comunque imparare una serie di tecniche per rendere i tuoi testi adeguati allo scopo, ma questo non vuol dire che tu debba necessariamente derogare alla creatività o allo stile, tutt’altro. Per me la cosa più interessante in un blogger è la sua capacità di raccontare la stessa cosa che hanno raccontato in 100 in un modo nuovo, unico, e qui conta il talento, non si può negarlo.

Come sempre nella vita “in media stat virtus”, quindi chi vuole fare il blogger per professione deve riuscire a fondere scrittura seo oriented a personalità e stile inconfondibile.

  • Una cosa che ci interessa molto, e che spesso mette in difficoltà molti aspiranti blogger, è come strutturare in maniera ottimale il nostro calendario editoriale. Chi meglio di te può fornirci informazioni utili?!

Per prima cosa, devono scaricare il mio modello di calendario editoriale per blog, che possono trovare qui.

Ci sono diverse scuole di pensiero, ma a me piace la semplicità e l’immediatezza delle procedure, e cerco di lavorare di sottrazione, eliminando il superfluo.

Un buon calendario editoriale per me deve contenere quattro elementi:

  1. La headline, anche solo temporanea;
  2. La data di pubblicazione, che deve essere rispettata salvo invasione degli alieni;
  3. Le keyword per l’ottimizzazione lato seo;
  4. Il nome del blogger a cui il post è assegnato, in caso di blog a più firme.

Tutto il resto viene prima, nella fase di sviluppo del piano editoriale, nel quale si sceglie chi, come, cosa e perché. Un consiglio che mi sento di dare a tutti è quello di lavorare su base mensile, partendo con un mese d’anticipo. In questo modo si ha tutto il tempo per produrre i contenuti, editarli, ottimizzarli, reperire le immagini, sviluppare eventuali visual dedicati, tutto senza impazzire.

  • Qual è il segreto per far emergere il nostro blog rispetto ai tanti altri presenti sul web? Come possiamo fare la differenza?

Sperimentando molto nella fase iniziale. Il blog è un laboratorio, è in continua evoluzione, bisogna provare, fallire, riprovare, analizzare, modificare, ridurre, espandere, tagliare, aggiungere, perché prima di trovare la quadratura del cerchio ci vuole un po’ di tempo.

Per emergere bisogna produrre contenuti utili per i lettori, di qualità, perché altrimenti si rischia di essere un granello di sabbia nel vento.

  • Per svolgere l’attività di Blogging, il CMS più utilizzato in assoluto è WordPress, il software ritenuto il migliore in assoluto e di cui possiamo fornire servizi ad hoc per ottimizzare ancora di più il nostro lavoro, vedi per esempio il nostro pacchetto Hosting WordPress. Pensi anche tu che WordPress sia l’opzione migliore per la gestione di un blog o possiamo tenere in conto altri software?

WordPress è il miglior amico dei blogger, ma non è detto che debba essere una scelta obbligata. Io, ad esempio, amo molto le piattaforme di social blogging come Medium e Pulse, sulle quali si possono avviare progetti di blogging molto interessanti. Dipende molto dagli obiettivi, dal tempo che si vuole dedicare alla manutenzione del blog, dagli investimenti economici che si intende sostenere per l’acquisto di un buon hosting. Il blog proprietario ha degli indubbi vantaggi, perché ti consente un controllo totale, ma sono convinto che quello che conta davvero sono i contenuti, e quelli sono validi a prescindere dalla piattaforma utilizzata per diffonderli.

  • Ti occupi anche di Social Media Marketing, e proprio in questo ambito volevo sapere la tua opinione in generale sulle potenzialità dei social network e sui grandi vantaggi che possono garantirci, se utilizzati in maniera giusta.

Esatto, se utilizzati in maniera giusta. I social servono per costruire una community, avvicinarsi agli utenti, mettere in atto quel processo di antropomorfizzazione del brand di cui parlo spesso. Aprire la pagina Facebook per parlare sempre e solo di sé, dei propri prodotti e servizi e cercare di adattare le strategia di vendita dei media tradizionali al mondo social è una stronzata immane, ma non è facile farlo capire ai clienti.

La gente non si affeziona mai veramente ad un brand, ma alle storie ed emozioni che riesce a veicolare. La Apple non è diventata quella che è solo perché fa bei computer o smartphone, ma per l’universo semiotico che è riuscita a costruire intorno al brand, che l’ha resa iconica, eterna.

Le persone vogliono solo che gli si racconti una storia e lo si faccia nel modo giusto. La vendita è una naturale conseguenza.

  • Oltre al tanto decantato Facebook, qual è secondo te il social da cui un’azienda può trarre grandi risultati in termini di branding e di engagement con gli utenti? Facciamo l’esempio di un’attività e-commerce… su quale social possiamo puntare per distinguerci dai competitor?

Non esiste la risposta definitiva, perché ogni azienda ha esigenze diverse. Prima di scegliere il social sul quale investire è necessario verificare se il proprio target di riferimento c’è oppure no. Parlare ad una sala vuota non serve a nessuno.

Per quanto riguarda l’e-commerce, i visual social network sono sicuramente più adeguati, ma dipende anche da cosa si vende. Chi vende sanitari, ad esempio, potrebbe trarre vantaggi da Instagram? Credo di no.

In ogni caso, ad essere onesti, un e-commerce ha bisogno di un modello di business sostenibile e di una buona strategia SEO per funzionare, i social possono solo ricoprire un ruolo di sostegno e di sviluppo del brand, ma da soli non bastano.

  • Prendiamo in considerazione anche il SEO Copywriting, altro ambito di cui ti occupi. Quali sono per te le regole fondamentali per strutturare un testo SEO-Oriented e quali sono gli errori comuni da evitare assolutamente?

A me piace molto scrivere testi seo oriented, sarà perché ho iniziato proprio così, e lo consiglio a tutti quelli che vogliono fare i blogger, perché se impari a scrivere un testo sui faretti da incastro puoi scrivere di tutto :-D

Uno degli errori più diffusi, figlio di un modo di fare SEO ormai superato, è di ficcare millemila keyword a tanto al chilo nel testo, pensando che quello sia sufficiente affinché Google lo porti in prima pagina, ma non è così. Deve essere utilizzare il linguaggio appropriato, il testo deve essere armonioso e piacevole da leggere, deve essere inserito nel contesto giusto, e non deve essere troppo breve, anzi. Le parole chiave vanno scelte e analizzate con cura e attenzione, inserite solo se servono, puntando sulle parole correlate, senza ripetere fino alla nausea la principale.

Poi ci sono accorgimenti tecnici come l’inserimento di tag e meta description, ma sono cose che si imparano velocemente. La parte difficile è ricordarsi sempre che quel testo, anche se scritto per posizionarsi il più in alto possibile su Google, è destinato ad un essere umano, quindi deve essere ben scritto.

  • Chiudiamo con un consiglio, da parte tua, neo confronti dei giovani che vogliono iniziare un percorso professionale simile al tuo?

Devono buttare il sangue, perché la strada è in salita e piena di ostacoli, ma è anche molto stimolante ed affascinante. A questi giovani consiglio di essere curiosi, di farlo con passione e dedizione, di essere disposti al sacrificio, di tenere duro perché i risultati non arrivano subito, e di puntare a diventare i migliori. Il mondo è pieno di mediocri, non ne servono altri.

Puntare a diventare i migliori, passione, dedizione e sacrificio, sono queste le prerogative che servono per sfondare nell’articolato mondo del web. Parola di Francesco Ambrosino, che ringraziamo per la sua cortesia e disponibilità.

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