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Guida completa ai record DNS: come si configurano, a cosa servono

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Tutto sui record DNS di un dominio: a cosa servono, come si utilizzano, esempi pratici per i webmaster.

Cosa sono? Il funzionamento di internet nella parte WEB è basato sui Domain Name System, ovvero sistema dei nomi a dominio utile per la risoluzione di nomi dei nodi della rete (host) in indirizzi IP (e viceversa). Il servizio è realizzato tramite un database distribuito, nel quale i DNS implementano uno spazio gerarchico (denominazione + estensione, ad esempio esempio.org) dei nomi, al fine di consentire che parti di uno spazio dei nomi possano essere delegate da un name server (NS) ad un altro più in basso nella gerarchia.

A cosa servono? Nella pratica è possibile fare uso dei record DNS, in particolare, al fine di gestire adeguatamente i domini sotto il nostro spazio web e fare in modo di:

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  1. configurare indipendentemente più domini diversi sotto lo stesso hosting;
  2. impostare un numero di sottodomini a piacere;
  3. parcheggiare temporaneamente i domini;
  4. trasferire la gestione del nome di dominio da un hosting all’altro.

Questo genere di operazioni si svolgono solitamente mediante due applicativi web alternativi:

  1. il primo è quello contenuto nel pannello di gestione cPanel (ad esempio vedi qui);
  2. il secondo è implementato dentro Plesk;
  3. il terzo è solitamente un sistema proprietario che può cambiare in base al vostro particolare provider di hosting (vedi qui per maggiori dettagli). Tenete conto che i dati di accesso a questa sezione (username/password) devono esservi stati comunicati via email dal vostro provider al momento della registrazione del dominio, e variano ovviamente caso per caso.

Come si utilizzano? A seconda del provider che state utilizzando disporrete, per i vostri domini, di un pannello di gestione che potrebbe variare sensibilmente caso per caso. Di solito comunque i campi da riempire per la configurazione dei record DNS sono tre:

  • nome (a volte denominato “Alias” oppure “Host”);
  • valore (a volte denominato “Destinazione”);
  • durata (TTL o Time To Live, può mancare).

Il nome indica l’host su cui stiamo operando (@ indica un valore vuoto), il valore indica priorità numerica (in certi casi) e destinazione dell’host, la durata serve invece ad indicare al server dopo quanto tempo (espresso in secondi) applicare le modifiche in questione. Vediamo allora nel dettaglio come si possano operare le configurazioni più comuni ed utili ai webmaster.

Configurazione record MX (email @tuodominio.it)

Per ricevere le email su un dominio personalizzato (ad esempio tuonome@tuodominio.it), dovrete necessariamente configurare i record MX: un esempio classico è quello che si effettua tipicamente mediante le Google Apps, ma il procedimento si può ripetere anche per molte altre casistiche. Quando si configura un indirizzo email si possono seguire i seguenti passi:

  1. accedere all’interfaccia web di amministrazione dell’host di dominio;
  2. individuare la pagina che permette di aggiornare i record MX del dominio (solitamente essa è chiamata “Gestione DNS” oppure “Pannello di controllo“);
  3. inserire un valore vuoto oppure “@” (senza virgolette) nel campo nome;
  4. inserire il nome del server completo nel campo valore così come vi viene fornito, ad esempio nel caso di Gmail questo valore sarà ASPMX.L.GOOGLE.COM. (attenzione al punto finale che, in molti casi, è strettamente necessario);
  5. inserisci un TTL molto piccolo (ad esempio 300) in modo da renderti conto rapidamente se le modifiche siano andate a buon fine.

Configurazione record A

I record A servono ad associare il nome del sito (miodominio.it ad esempio) all’indirizzo IP del server su cui il dominio risiede (quattro numeri puntati del tipo xxx.yyy.zzz.kkk). Un esempio di configurazione di questo campo viene riportato di seguito:

  1. Nome: www.nomeprovider.it. (attenzione al puntino alla fine, anche qui)
  2. Valore: 11.2334.432.165 (l’indirizzo IP è inventato)

Configurazione record CNAME

Questa configurazione serve, molto semplicemente, a far risolvere un host secondario su un altro primario. Un esempio molto utilizzato di configurazione del CNAME è quello utilizzato per fare in modo che tutte le visite a www.tuodominio.it siano dirottate in automatico su tuodominio.it (senza www).

  1. Nome: www.nomeprovider.it. (attenzione all’eventuale puntino alla fine del dominio)
  2. Valore: nomeprovider.it. (attenzione all’eventuale puntino alla fine del dominio)

Presso alcuni provider di hosting è necessario inserire soltanto il prefisso:

  1. Nome: www (attenzione all’eventuale puntino alla fine del dominio)
  2. Valore: nomeprovider.it. (attenzione all’eventuale puntino alla fine del dominio)

Tabella riassuntiva

Di seguito viene riportata una tabella dei principali record con descrizione ed utilizzo.

Nome Descrizione Esempio
A (record di indirizzo 32 bit) Restituisce un indirizzo IPv4 a 32 bit, normalmente utilizzato per collegarvi un nome host (keliweb.it > xxx.yyy.zzz.kkk) Utilizzato per associare l’indirizzo IP di un sito al suo nome di dominio a 32 bit (standard attuale)
AAAA (record di indirizzo 64 bit) Restituisce un indirizzo IPv6 a 64 bit, normalmente utilizzato per collegarvi un nome host Utilizzato per associare l’indirizzo IP di un sito al suo nome di dominio a 64 bit
CNAME (record di nome canonico) Permette di collegare un nome DNS ad un altro. La risoluzione continuerà con il nuovo nome indicato dal record CNAME. Utilizzato per dirottare un sottodominio verso la root del sito, per “togliere il www” dal nome del sito e via dicendo
MX (record Mail Exchange) Collega un nome di dominio ad una lista di server di posta autorevoli per quel dominio Necessario per configurare il proprio indirizzo di posta personalizzato (@tuodominio.it)
PTR (Risoluzione DNS inversa) Utilizzato per far corrispondere un indirizzo IP al corrispondente nome di dominio (xxx.yyy.zzz.kkk > keliweb.it) In sostanza permette di mappare l’indirizzo numerico sul nome, ragiona “all’inverso” rispetto al record A
SRV (Service Location) Abilita hostname e numero di porta per determinati servizi aggiuntivi Lynch Server (vedi qui per maggiori dettagli)
TXT (record di testo) Possono contenere descrizioni arbitrarie di testo. Usato tipicamente per usi extra oppure per verificare la proprietà di un dominio

Image Credit © programmer29 – Fotolia.com

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